Commemorato il 97° anniversario della morte di Vladimir Gortan

Commemorato il 97° anniversario della morte di Vladimir Gortan

È avvenuta oggi nella baia di Gortan, con la deposizione di una corona d’alloro e un programma artistico-culturale è stato commemorato il 97° anniversario della morte di Vladimir Gortan, patriota istriano e antifascista che sacrificò la propria vita nella lotta per i diritti nazionali e la libertà.

Alla commemorazione hanno partecipato l’assessore per gli affari del Presidente della Regione Istriana Ivan Glušac, la direttrice pro tempore della Fondazione per la promozione del partenariato e dello sviluppo della società civile Monica Derocchi, il sindaco della Città di Pola Peđa Grbin, i rappresentanti dell’Associazione dei combattenti antifascisti e degli antifascisti della Città di Pola e del Comitato circoscrizionale di San Policarpo-Sisplac. Erano presenti anche gli alunni della Scuola elementare di Stoia, i membri delle associazioni culturali e artistiche e i rappresentanti del mondo musicale e culturale polese.

Il capo dell’Assessorato del presidente della Regione Istriana Ivan Glušac ha sottolineato l’importanza di preservare la memoria di Vladimir Gortan e della tradizione antifascista istriana, nonché di trasmettere alle giovani generazioni la conoscenza dei fatti storici. Si è soffermato anche sul valore della libertà, dell’uguaglianza e della salvaguardia dei valori antifascisti, evidenziando l’importanza dell’istruzione nella tutela della verità storica.

“Sono lieto che anche quest’anno ci siamo riuniti per commemorare un momento storico che, purtroppo, si concluse in questa baia con 25 proiettili nella schiena di Vladimir Gortan. Gortan è diventato un simbolo degli Istriani croati nella lotta per la propria lingua, il proprio nome e il diritto di tutti i cittadini a vivere nella nostra Istria come persone con pari diritti. Attraverso la Repubblica di Albona, la rivolta di Proština e il gruppo dei seguaci di Gortan, l’antifascismo istriano, è diventato un simbolo e una speranza di liberazione dal fascismo e dall’occupazione. A differenza di molti altri popoli in Europa, la libertà non ci è stata donata, ma è stata conquistata dai nostri antenati, i cui nomi sono incisi sui monumenti di tutta l’Istria. Quanto accaduto ieri a Spalato è una vergogna per la civiltà. Per questo è importante insegnare ai bambini a scuola la storia, perché non possiamo permettere che quello che era un male diventi un bene e ciò che era un bene diventi un male», ha dichiarato l’assessore per gli affari del Presidente della Regione Glušac.

Nel suo intervento, il sindaco di Pola Peđa Grbin ha sottolineato l’importanza di preservare la memoria di Vladimir Gortan e dei suoi compagni di lotta, nonché della loro battaglia per la libertà, i diritti nazionali e l’uguaglianza.

«Vladimir Gortan e i suoi compagni, ma anche il popolo croato dell’Istria, quasi cento anni fa compresero ciò che gran parte del mondo avrebbe pienamente riconosciuto soltanto all’inizio della Seconda guerra mondiale, ossia quanto fosse malvagio il fascismo. Si opposero a esso e iniziarono a combatterlo. Purtroppo, ciò che gli istriani, Vladimir Gortan e i suoi compagni avevano compreso allora, oggi sfugge ad alcuni in Croazia. Vladimir Gortan diede la vita per la libertà del proprio popolo e della propria patria, ma soprattutto nella lotta contro il male. Un male che ci opprimeva, che opprimeva il mondo intero e distruggeva vite umane come se non avessero alcun valore. Ricordare oggi Vladimir Gortan significa ricordare anche la lotta del popolo croato per la libertà all’interno dei propri confini, affinché tutti noi, insieme e indipendentemente dalla nazionalità, possiamo vivere come desideriamo. Ma Gortan è anche un simbolo della lotta dell’intero mondo contro il male», ha affermato il sindaco Grbin.

Il presidente dell’Associazione dei combattenti antifascisti e degli antifascisti della Città di Pola, Boris Siljan, ha parlato del significato storico della vita di Vladimir Gortan, del suo sacrificio e del suo ruolo nella resistenza antifascista in Istria.

“Il destino di Gortan non può essere compreso al di fuori del contesto storico in cui visse. In Istria, il regime fascista attuava una politica di italianizzazione forzata, limitava l’uso della lingua croata e di quella slovena e reprimeva l’identità nazionale, politica e culturale della popolazione. Intimidazioni, violenze e limitazioni delle libertà politiche caratterizzavano la vita quotidiana di molte persone che si opponevano a tale politica. L’importanza storica di Vladimir Gortan non risiede quindi soltanto nel suo destino personale, ma anche nel fatto che esso simboleggia l’esperienza di un’intera generazione di Croati e Sloveni istriani che, di fronte alla repressione e alla coercizione, si opposero alla dittatura fascista. L’antifascismo è molto più di un movimento storico. È la determinazione a opporsi all’ingiustizia, alla violenza e alla discriminazione. È una voce che afferma che nessuno può valere meno degli altri perché appartiene a un altro popolo, parla un’altra lingua, ha origini diverse o nutre convinzioni differenti. Sono valori che ci ricordano che tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti”, ha dichiarato Boris Siljan.

Al programma commemorativo hanno partecipato i rappresentanti della società artistico-culturale «Kuje» di Lisignano, con l’esecuzione musicale alle roženice (strumenti a fiato tradizionali istriani), le alunne della scuola elementare Stoja, il coro misto della società artistico-culturale «Matko Brajša Rašan» e il coro Praksa.

La commemorazione è stata organizzata in collaborazione tra la Città di Pola, l’Associazione dei combattenti antifascisti e degli antifascisti della Città di Pola e la Società storica istriana – Istarsko povijesno društvo.

Vladimir Gortan era un giovane contadino istriano originario di Vermo e membro dell’organizzazione antifascista clandestina Borba (Lotta), che si opponeva al regime fascista italiano e alla sua politica volta a reprimere l’identità nazionale della popolazione istriana. Il 24 marzo 1929 partecipò a un’azione finalizzata a indurre la popolazione a boicottare le elezioni organizzate dalle autorità italiane a Pisino. Nel corso degli eventi si verificò un tragico episodio in cui una persona perse la vita e un’altra rimase ferita. Dopo l’arresto dei partecipanti, Gortan fu condannato a morte e fucilato a Pola il 17 ottobre 1929, all’età di 25 anni.

Il suo destino è diventato un simbolo della resistenza al fascismo e della lotta per i diritti nazionali, la libertà e la dignità. Oggi numerose strade, piazze e istituti scolastici in diverse città croate portano il suo nome, mentre la memoria della sua vita e del suo sacrificio rimane una parte importante della storia istriana e croata.

La commemorazione dell’anniversario della morte di Vladimir Gortan preserva la memoria della tradizione antifascista istriana e richiama l’attenzione sull’importanza della libertà, della dignità umana e della resistenza al fascismo.

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