Seduta congiunta su Kaštijun: Al centro dell’attenzione la tutela dell’ambiente, la responsabilità e le soluzioni concrete
A Pisino è in corso la seduta tematica congiunta dell’Assemblea della Regione Istriana e del Consiglio cittadino della Città di Pola, dedicata alle problematiche del Centro regionale per la gestione dei rifiuti Kaštijun. Nella prima parte della seduta si è discusso della situazione attuale e delle sfide legate al funzionamento del Centro, del suo impatto sull’ambiente e sulla qualità della vita degli abitanti degli insediamenti limitrofi, nonché delle possibili soluzioni ai problemi esistenti. Particolare attenzione è stata dedicata ai risultati del monitoraggio ambientale, alla problematica dei cattivi odori e alla necessità di adottare misure concrete per migliorare il sistema di gestione dei rifiuti.
Il presidente della Regione Istriana Boris Miletić ha ripercorso la storia di Kaštijun, ricordando che la vecchia discarica è entrata in funzione nel 1967 e che, durante il periodo di utilizzo, vi sono state depositate circa 1,3 milioni di tonnellate di rifiuti. La bonifica della vecchia discarica, per la quale la Città di Pola ha stanziato 28 milioni di kune, è stata completata nel 2022. Miletić ha inoltre ripercorso le circostanze della costruzione del nuovo Centro regionale per la gestione dei rifiuti, sottolineando che la realizzazione di tali centri rientrava tra gli obblighi della Repubblica di Croazia nel processo di adeguamento agli standard dell’Unione europea.
“I centri regionali per la gestione dei rifiuti non erano un’opzione, bensì una necessità e un obbligo di legge. Già nel 2005 il Parlamento croato aveva adottato la Strategia di gestione dei rifiuti, che definiva la costruzione dei centri, la relativa tecnologia e il numero di strutture da realizzare in Croazia. È importante sottolineare che il sito di Kaštijun è stato individuato da esperti del settore e che la costruzione e la supervisione del Centro sono state gestite dal Fondo per la tutela ambientale e l’efficienza energetica”, ha dichiarato Miletić, spiegando che Kaštijun è stato progettato sulla base dei dati relativi alle quantità e alla imprese per i servizi comunali, per un trattamento annuo previsto di 90.000 tonnellate di rifiuti. Nel frattempo, il carico sul sistema è aumentato notevolmente, come dimostra anche la crescita del numero di pernottamenti turistici, passati da 17 milioni nel 2010 a oltre 30 milioni nel 2025.
Il presidente della Regione si è soffermato anche sulla gestione del Centro, evidenziando che negli ultimi cinque anni si sono succeduti cinque direttori e che la Regione Istriana, titolare di una quota del 49% del capitale, si è spesso trovata in minoranza nelle votazioni, senza per questo sottrarsi alle proprie responsabilità.
“Mi dispiace sinceramente per le persone che vivono nelle vicinanze di Kaštijun e che ogni giorno devono fare i conti con i cattivi odori. Oggi abbiamo individuato tre fonti di odori molesti: le balle stoccate di combustibile derivato dai rifiuti, l’impianto stesso di trattamento meccanico-biologico e i campi di discarica. Per ciascuno di questi problemi esistono possibili soluzioni tecnologiche e operative”, ha sottolineato il presidente della Regione, aggiungendo che è necessario smaltire le balle di combustibile derivato dai rifiuti attualmente presenti, garantire il corretto funzionamento del sistema di depressione e filtrazione, nonché un’adeguata copertura dei campi di discarica. Secondo quanto dichiarato, sono già stati avviati colloqui con aziende specializzate che propongono soluzioni tecnologiche per ridurre le emissioni di odori molesti.
“È facile dire che Kaštijun debba essere chiuso, ma dobbiamo spiegare chiaramente che cosa significherebbe per i nostri cittadini e quanto dovrebbero pagare per la raccolta dei rifiuti. Dobbiamo comportarci responsabilmente e fare tutto il possibile affinché Kaštijun smetta di essere una fonte di odori molesti”, ha affermato Miletić, sottolineando che, con l’attuazione delle misure necessarie, il Centro può funzionare come gli impianti analoghi in tutta Europa.
Il sindaco della Città di Pola-Pola Peđa Grbin ha dichiarato di non essere contrario alla chiusura di Kaštijun, ma ritiene che, prima di procedervi, sia indispensabile individuare una nuova ubicazione per un centro regionale per la gestione dei rifiuti a livello della Regione Istriana, che non si trovi nel territorio della Città di Pola. Ha sottolineato che l’Istria ha al massimo tre anni di tempo per prendere una decisione in tal senso e che i costi della chiusura di Kaštijun non devono ricadere esclusivamente sui cittadini di Pola, bensì devono essere ripartiti proporzionalmente tra tutte le unità di autogoverno locale, con la partecipazione dello Stato.
“I centri per la gestione dei rifiuti non sono nati da soli. La loro ubicazione, le caratteristiche tecniche e le condizioni operative sono il risultato di decisioni assunte anche a livello statale. Per questo è giusto che, oltre ai comuni, alle città e alla Regione, anche lo Stato partecipi ai costi. Tuttavia, fino alla chiusura di Kaštijun, è necessario migliorarne il funzionamento e ridurre al minimo i cattivi odori. La Città di Pola e la direttrice di Kaštijun, la signora Ademi, lavorano costantemente in questa direzione, ma è impossibile ottenere risultati da un giorno all’altro. Allo stesso tempo, è importante continuare a ridurre le quantità di rifiuti in eccedenza e i costi del loro smaltimento. A questo proposito, è importante sottolineare che nel 2024 e nel 2025 i costi per lo smaltimento dei rifiuti in eccedenza sono stati pari a circa 1,2-1,3 milioni di euro all’anno, mentre quest’anno sono scesi a circa 120.000 euro. Negli ultimi due anni, a causa delle modalità di gestione dei rifiuti in eccedenza, si è prodotto un danno finanziario superiore a due milioni di euro”, ha dichiarato il sindaco, proseguendo:
“Un ulteriore problema è rappresentato dalle quasi 50.000 tonnellate di balle stoccate di combustibile derivato dai rifiuti e di ferro, il cui smaltimento è stimato in circa 14 milioni di euro. Le balle e il ferro si trovano oggi a Kaštijun perché per anni non sono stati smaltiti; ora sarà necessario reperire i fondi per il loro trasporto. La Città di Pola è consapevole che il problema di Kaštijun non può essere risolto esclusivamente all’interno della discarica. Per questo, nel corso del 2027, noi e la società Herculanea aumenteremo considerevolmente il numero di contenitori per i rifiuti organici e avvieremo il percorso per la realizzazione di un impianto di compostaggio destinato alle esigenze di Pola. Ci aspettiamo che anche le altre unità di autogoverno locale, le altre città e i comuni, adottino misure concrete per ridurre i rifiuti organici, che altrimenti finiscono a Pola, a Kaštijun. Kaštijun prima o poi verrà chiuso; è quindi fondamentale che la nuova ubicazione del centro di gestione dei rifiuti venga individuata nel piano regolatore regionale quanto prima e, al più tardi, entro tre anni”, ha concluso il sindaco Grbin.
In apertura, Bojan Blagonić, in rappresentanza dell’iniziativa civica “Aria pulita, amore duraturo” (Čist zrak, duga ljubav), ha presentato una relazione dal titolo “Situazione attuale, impatto sull’ambiente e sulla salute umana e futuro del Centro”, richiamando l’attenzione sul fatto che Kaštijun rappresenta da anni un grave problema per gli abitanti degli insediamenti circostanti.
«Secondo le mie stime, nel sito sono presenti circa 1,6 milioni di tonnellate di rifiuti, comprese le quantità depositate in passato, i rifiuti presenti nei campi bioreattori, la frazione metallica e le balle di combustibile solido secondario. Destano particolare preoccupazione le quasi 40.000 balle di SRF che si accumulano nel sito da anni. Parte delle balle più vecchie presenta un deterioramento del film protettivo, per cui è necessario accertarne l’effettivo impatto sull’ambiente e garantirne il corretto smaltimento. Il costo stimato per lo smaltimento delle balle attualmente presenti ammonta a circa 11 milioni di euro. Un ulteriore problema è costituito da circa 14.000 tonnellate di frazione metallica depositata in superficie, senza un’adeguata impermeabilizzazione del fondo. Vi sono inoltre questioni relative alle acque di percolazione, alla possibile contaminazione del suolo e delle acque sotterranee, nonché alle condizioni degli strati di impermeabilizzazione dei campi bioreattori. Non affermo che tutti i rischi potenziali si siano già concretizzati, ma ritengo indispensabile sottoporli a verifiche indipendenti e specialistiche”, ha dichiarato Blagonić, aggiungendo che da anni gli abitanti di Vinkuran e delle località limitrofe segnalano cattivi odori ed emissioni legati al funzionamento dell’impianto.
“Sono necessarie misurazioni trasparenti, la pubblicazione dei risultati e la verifica della conformità dell’attività alle condizioni prescritte. Preoccupa anche l’efficienza del trattamento dei rifiuti. Secondo i dati da me presentati, la produzione di combustibile derivato dai rifiuti è notevolmente inferiore a quella prevista, mentre le balle continuano ad accumularsi a causa dell’insufficiente capacità di trattamento in altri impianti. Al contempo, l’assenza di una soluzione alternativa in caso di guasto o avaria comporta un ulteriore aggravio per il sistema. È quindi indispensabile migliorare la raccolta differenziata dei rifiuti organici, l’efficienza del trattamento e la pianificazione dello smaltimento. Occorre inoltre definire con chiarezza la capacità residua effettiva di Kaštijun, la durata prevista dell’impianto e le condizioni per la sua chiusura. Le decisioni sul futuro del Centro non possono essere prese senza dati trasparenti e un’attenta valutazione delle conseguenze per l’ambiente e la popolazione locale. Chiediamo verifiche tecniche indipendenti, trasparenza, responsabilità e un piano concreto per risolvere il problema dei rifiuti accumulati”, ha concluso Blagonić.
La direttrice di Kaštijun, Anja Ademi, ha sottolineato che, nei dieci mesi del suo mandato, sono stati analizzati i processi e individuate le principali criticità nel funzionamento del Centro, tra cui le quantità e la composizione dei rifiuti nei mesi estivi, il combustibile derivato dai rifiuti temporaneamente stoccato, le frazioni metalliche non pulite e il loro impatto sulla convivenza con la comunità locale.
“Attualmente, nel sito di Kaštijun sono presenti 34.176 tonnellate di combustibile derivato dai rifiuti, prodotto tra il 2022 e il 2026 e temporaneamente stoccato. Per tutte le quantità sono stati stipulati contratti per il trasporto e il recupero; il completamento delle operazioni di gestione è previsto entro la fine del 2027. Nel corso del 2026 sono state smaltite 3.400 tonnellate di combustibile derivato dai rifiuti, mentre la produzione è stata deliberatamente ridotta a causa delle limitate possibilità di stoccaggio adeguato. Una volta esaurite le scorte, si prevede di ottimizzare la produzione e migliorare ulteriormente la funzionalità del Centro”, ha dichiarato Ademi.
La direttrice si è soffermata anche sulle 14.100 tonnellate di frazione ferrosa non pulita, la cui rimozione richiederà, secondo le stime, da due a tre anni. Nel corso del 2026 sono state prodotte 1.066 tonnellate di tale frazione, di cui 377 sono state avviate a smaltimento. È in fase di preparazione la documentazione per l’affidamento del servizio di gestione di quantitativi maggiori e per il reperimento delle necessarie risorse finanziarie. È stata inoltre elaborata la versione definitiva dello studio di tutela ambientale relativo al progetto di ulteriore trattamento della frazione metallica. Ha aggiunto che circa 600 tonnellate di frazioni di metalli non ferrosi, presenti all’inizio del suo mandato, sono state interamente smaltite e che ora tali materiali vengono trasferiti direttamente agli impianti per il successivo trattamento.
In merito ai carichi estivi, ha sottolineato che nell’estate del 2026 il Centro ha operato entro i limiti della capacità settimanale stabilita, senza ridurre i tempi necessari per il bioessiccamento dei rifiuti. È stata inoltre ridotta sensibilmente la quantità di rifiuti in eccedenza trattati al di fuori del Centro, passata da 3.067 tonnellate nel 2025 a circa 252 tonnellate nel 2026.
Tra le misure fondamentali per migliorare la qualità dei rifiuti in ingresso, la direttrice ha indicato il potenziamento della raccolta differenziata di carta, cartone, tessili e rifiuti organici, in collaborazione con le unità di autogoverno locale e le imprese per i servizi comunali. Ha precisato che, oltre al monitoraggio della qualità dell’aria, vengono effettuate ulteriori analisi del suolo e dell’acqua nelle vicinanze delle balle di combustibile derivato dai rifiuti e della frazione ferrosa stoccate. Sono inoltre allo studio soluzioni tecniche per neutralizzare i cattivi odori.
In conclusione, ha rivolto un appello a tutte le unità di autogoverno locale della Regione Istriana affinché, nei prossimi sei-nove mesi, intensifichino la comunicazione con i cittadini e adottino misure concrete per migliorare la raccolta differenziata, così da migliorare la composizione dei rifiuti conferiti a Kaštijun e consentirne un trattamento più efficiente.
Il direttore dell’Istituto formativo di sanità pubblica della Regione Istriana, il dr. Aleksandar Stojanović, ha presentato i risultati del programma pluriennale di monitoraggio dell’impatto di Kaštijun sulla salute degli abitanti e sullo stato dell’ambiente. Ha spiegato che dal 2020 vengono effettuate diverse indagini, tra cui il biomonitoraggio della popolazione e il monitoraggio della qualità delle acque sotterranee, del suolo e dell’aria, nonché della presenza di odori molesti.
Ha evidenziato che nei campioni di suolo analizzati dal 2021 al 2026 non sono stati rilevati superamenti dei valori limite consentiti, mentre nelle acque sotterranee sono stati riscontrati superamenti delle concentrazioni di ammonio e mercurio. Particolarmente significativo è il dato del 2026, quando in uno dei punti di misurazione la concentrazione di ammonio è risultata superiore di oltre 18 volte al limite consentito.
Per quanto riguarda la qualità dell’aria, nel 2022 è stato registrato un superamento dei valori limite delle polveri sottili PM10, attribuito ai lavori edili effettuati durante la bonifica della vecchia discarica. Le misurazioni aggiuntive condotte negli altri anni presi in esame hanno invece indicato una qualità dell’aria di prima categoria.
Stojanović si è soffermato in particolare sui cattivi odori, la cui presenza è stata rilevata in tutto il periodo compreso tra il 2021 e il 2026. Le misurazioni vengono effettuate in 14 punti situati nell’area più ampia interessata dall’impatto di Kaštijun, sia di giorno sia di notte, monitorando anche la direzione del vento. I risultati delle indagini costituiscono una base tecnico-scientifica per proseguire il monitoraggio dello stato dell’ambiente e dei possibili effetti del funzionamento del Centro sulla popolazione residente nelle aree circostanti.