Nell’ambito del progetto BalastIN si è tenuta la formazione “Sotto la pressione delle acque di zavorra – sistema e soluzioni per arrestare l’invasione biologica”

Nell’ambito del progetto BalastIN si è tenuta la formazione “Sotto la pressione delle acque di zavorra – sistema e soluzioni per arrestare l’invasione biologica”

Le sfide ambientali e la pressione esercitata sul nostro ecosistema marino dall’introduzione di organismi alloctoni attraverso le acque di zavorra delle navi sono state al centro della formazione dal titolo “Sotto la pressione delle acque di zavorra – sistema e soluzioni per arrestare l’invasione biologica”, tenutasi ieri negli spazi del “Četrti obrok” ad Arsia. 

La formazione, organizzata dalla Regione Istriana nell’ambito del progetto “BalastIN – Sviluppo di un sistema di gestione delle acque di zavorra per contrastare la diffusione delle specie invasive”, era rivolta ai rappresentanti delle autorità portuali, delle capitanerie di porto, degli organi amministrativi competenti e degli altri enti preposti all’organizzazione e al controllo del traffico marittimo, al settore scientifico, nonché agli attori operanti nei settori marittimo, della tutela del mare, della natura e dell’ambiente.

Nel corso della formazione si sono tenute le relazioni dei rappresentanti delle istituzioni partner del progetto BalastIN, che da diversi anni conducono ricerche sul trasferimento delle specie invasive attraverso le acque di zavorra.

In rappresentanza del partner capofila, l’Università di Dubrovnik, la prof. dott. sc. Ana Bratoš Cetinić, responsabile del progetto, ha tenuto la relazione dal titolo “Sotto la pressione delle acque di zavorra: sistema e soluzioni per arrestare l’invasione biologica”. Il prof. dr. sc. Renato Ivče della Facoltà di studi marittimi dell’Università di Fiume ha tenuto una relazione sul tema “Cosa comporta per gli equipaggi e gli armatori l’applicazione della Convenzione internazionale per il controllo e la gestione delle acque di zavorra e dei sedimenti delle navi”. Il prof. dott. sc. Goran Lončar della Facoltà di Ingegneria civile dell’Università di Zagabria ha parlato delle correnti marine nelle aree portuali e dei potenziali fattori di diffusione delle specie invasive. La prof. dr. sc.  Darija Vukić Lušić della Facoltà di Medicina dell’Università di Fiume ha tenuto la relazione “Batteri e altri agenti patogeni nei porti”, mentre la prof. associata dr. sc. Romina Kraus, con la relazione “Il caso Mnemiopsis leidyi: cosa abbiamo imparato?”, ha presentato la specie invasiva nota come noce di mare, uno ctenoforo trasparente che rappresenta una seria minaccia per l’ecosistema marino e che è giunto nel Mare Adriatico dall’Oceano Atlantico attraverso le acque di zavorra.

Al termine delle relazioni e del dibattito, i partecipanti alla formazione hanno preso parte a una visita guidata alla miniera di Arsia e al Museo minerario nell’ambito del tour «Kova Experience», organizzato dai padroni di casa, il Comune di Arsia e il Centro d’interpretazione Arsiana d.o.o.

Il progetto BalastIN è finalizzato alla protezione del Mare Adriatico dalla diffusione di organismi invasivi, alloctoni e potenzialmente pericolosi trasportati dalle acque di zavorra delle navi. I cambiamenti globali favoriscono la sopravvivenza e la diffusione delle specie alloctone, aumentando i rischi per la biodiversità, la salute umana e le attività economiche quali il turismo, la pesca e la maricoltura.

L’obiettivo del progetto è sviluppare un sistema efficace di gestione delle acque di zavorra al fine di prevenire l’introduzione e la diffusione di specie nocive e ridurre la vulnerabilità delle aree costiere. Il progetto è cofinanziato nell’ambito del Programma Competitività e coesione 2021–2027, nel quadro dell’invito “Rafforzamento della ricerca applicata per le misure di adattamento ai cambiamenti climatici e la gestione dei rischi”.

Maggiori informazioni sul progetto sono disponibili QUI.

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