Al Museo Archeologico dell’Istria di Pola inaugurata la mostra internazionale Shared Grounds
Ieri sera, presso il Museo Archeologico dell’Istria di Pola, è stata inaugurata, alla presenza di un pubblico particolarmente numeroso, la mostra internazionale Shared Grounds, dedicata ai risultati transfrontalieri dei laboratori creativi viventi del progetto SOCRAT. La mostra, organizzata dalla Regione Istriana, presenta le opere degli artisti croati e degli artisti-mentori italiani che hanno partecipato ai tre laboratori creativi viventi del progetto SOCRAT svoltisi in Istria: Filippo Laterza, Michele Giangrande, Staša Doblanović Randall e Rino Banko, nonché i contributi video di tutti i 13 laboratori creativi viventi organizzati nelle regioni partner: nelle Regioni Litoraneo-Montana e di Zara e, in Italia, nelle Regioni Veneto e Puglia. Nella seconda parte dell’evento conclusivo del progetto SOCRAT, presso il Museo Storico e Navale dell’Istria è stata presentata la performance audiovisiva Ho-Ruk! Hop-Jan!, opera degli autori croati Alen Sinkauz, Nenad Sinkauz, Andrea Matošević, Miodrag Gladović e Davor Sanvincenti, realizzata insieme all’artista-mentore ospite Michele Sambin. L’opera è nata nel dicembre 2025 durante il laboratorio creativo del progetto SOCRAT svoltosi a Pola.
A nome dell’ospitante Darko Komšo, direttore del Museo Archeologico dell’Istria, ha rivolto il saluto di benvenuto, sottolineando come il progetto SOCRAT, attraverso la mostra Shared Grounds, metta in evidenza il forte legame tra il patrimonio culturale e l’ispirazione artistica, nonché il suo ruolo quale importante punto d’incontro, di scambio culturale e di collaborazione tra gli artisti delle due sponde dell’Adriatico, italiana e croata.
L’assessore regionale alla cultura e territorialità della Regione Istriana, Vladimir Torbica, ha rivolto un particolare saluto a tutti i partner di progetto, evidenziando l’importanza del progetto SOCRAT nel contesto della consolidata cooperazione transfrontaliera. Il progetto SOCRAT – Networking tra artigianato e arte contemporanea per un turismo sostenibile (Interreg Italia-Croazia 2021 –2027) è attuato dall’Assessorato regionale alla cultura e territorialità della Regione Istriana insieme ai partner croati e italiani.
“Grazie al progetto SOCRAT è stato compiuto un importante passo avanti dal patrimonio e dalla tradizione verso la contemporaneità, anche attraverso la reinterpretazione artistica dei mestieri tradizionali e la collaborazione tra le industrie culturali e creative. Attraverso questo progetto abbiamo inoltre allestito la Galleria Novo di Pola, che offrirà ai giovani artisti uno spazio dedicato alla creazione e alla sperimentazione artistica», ha dichiarato Torbica, sottolineando come la mostra Shared Grounds dimostri il valore del progetto SOCRAT nel creare reti di conoscenza e di eccellenza tra artisti istriani e italiani. Ha inoltre ricordato le numerose attività progettuali realizzate negli ultimi anni dall’Assessorato alla cultura e territorialità per la costruzione, l’allestimento e l’innovazione multimediale delle infrastrutture culturali e museali della Regione, quali la Casa degli Affreschi e la Casa dei Castelli, oggi divenute autentici centri di residenza per studiosi ed esperti impegnati nella valorizzazione, nella tutela e nell’interpretazione del patrimonio culturale, nonché importanti luoghi di incontro per le comunità locali.
La coordinatrice del progetto SOCRAT e Consulente superiore per la cooperazione internazionale presso l’Assessorato regionale alla cultura e territorialità, Sandra Ilić, ha sottolineato che la mostra Shared Grounds rappresenta il culmine di tre anni di lavoro congiunto delle istituzioni partner, finalizzato all’elaborazione di una strategia transfrontaliera condivisa, di un piano d’azione e di una metodologia comune, accompagnati da linee guida e manuali destinati a rafforzare le capacità dei settori culturale e turistico e a favorire la diffusione dei risultati del progetto.
“I modelli teorici sviluppati sono stati sperimentati attraverso tredici laboratori creativi viventi transfrontalieri della durata di dieci giorni, durante i quali sono stati ideati e realizzati prodotti culturali ad elevato valore turistico, capaci di integrare le più attuali tendenze di collaborazione tra diversi settori, con l’obiettivo di migliorare la qualità dei prodotti finali e promuovere lo sviluppo dei comparti culturale, creativo e turistico. In ciascun laboratorio ha partecipato un artista-mentore proveniente dalla regione partner transfrontaliera, mettendo a disposizione le migliori pratiche artistiche e offrendo una reinterpretazione dell’identità regionale attraverso la collaborazione con gli artisti istriani. In Istria sono stati così organizzati un laboratorio dedicato alla performance, realizzato in collaborazione con le associazioni Kulturban e Metamedij, con la partecipazione del pioniere italiano della musica sperimentale Michele Sambin e degli artisti Alen e Nenad Sinkauz, Andrea Matošević, Miodrag Gladović e Davor Sanvincenti; un laboratorio dedicato al tessile e al fashion design, organizzato dall’Associazione croata degli artisti interdisciplinari in collaborazione con il Museo etnografico dell’Istria, con il mentore Filippo Laterza e Staša Doblanović Randall; infine un laboratorio di ceramica e scultura, organizzato dall’Università popolare aperta di Albona in collaborazione con l’associazione Arstudio di Pola, con il mentore Michele Giangrande e Rino Banko. È importante sottolineare che nelle Regioni Veneto e Puglia, dove sono stati organizzati complessivamente sei laboratori, ben cinque hanno visto la partecipazione, in qualità di artisti-mentori, di affermati artisti istriani: Bojan Šumonja, Hassan Abdelghani, Roberta Weissman Nagy, Henry Marić e Nika Disney, insieme a Manuela Pauk di Sebenico», ha dichiarato Sandra Ilić. Ha inoltre rivolto un particolare ringraziamento ai ricercatori e agli esperti che hanno contribuito al progetto partecipando alle tavole rotonde: Lidija Nikočević, Mirjana Margetić, Igor Duda, Boris Koroman, Eric Ušić, Tatjana Bradara e Alka Starac, nonché ai collaboratori della mostra, il designer Oleg Morović e Ivan Brljević del Museo Archeologico dell’Istria, che ha fornito il supporto tecnico. Un sentito ringraziamento è stato infine rivolto anche ai partner del progetto SOCRAT: la Fondazione Pino Pascali – Museo d’Arte Contemporanea (capofila), la Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa di Bari (CNA Bari), la Regione del Veneto, Veneto Lavoro, l’Ente per il Turismo del Quarnero, l’Istituzione per lo sviluppo delle competenze, dell’innovazione e della specializzazione della Regione di Zara – INOVAcija – e l’Università di Zara.
La curatrice della mostra, Stephanie Peršić, storica dell’arte e direttrice della Galleria Civica di Albona, ha spiegato che anche il concetto curatoriale di Shared Grounds si fonda sui principi del progetto SOCRAT, sviluppandosi a partire dalle caratteristiche storiche, culturali e artistiche dell’Istria e dai quadri teorici che riconoscono questo territorio quale luogo d’incontro, di contaminazione e di trasformazione di differenti influenze culturali.
“L’Istria, crocevia secolare di culture, grazie ai laboratori SOCRAT dedicati alla scultura, al tessile e ai nuovi media, diventa oggi un moderno punto di connessione tra collaborazioni artistiche internazionali, scambi attivi di idee, identità culturali, stili e motivi che si fondono nelle opere presentate in mostra. Allo stesso tempo, la mostra apre una riflessione sulla trasmissione di tali valori nel contesto contemporaneo, analizzando il rapporto tra arti figurative e arti applicate e il potenziale delle pratiche artistiche nella reinterpretazione del patrimonio culturale all’interno dell’attuale contesto sociale e culturale”, ha dichiarato Stephanie Peršić, indicando il colore rosso – il cui significato si trasforma con il mutare delle circostanze storiche e sociali – quale filo conduttore delle tre sezioni espositive.
Illustrando le opere esposte, la curatrice ha spiegato che Michele Giangrande, nel ciclo CTRL-Z, prende le mosse dalla simbologia dell’arte paleolitica e dai reperti archeologici; le sue opere in ceramica e la performance con il pane non rappresentano una ricostruzione del passato, bensì una riflessione sulla memoria, sulla responsabilità e sulle tracce lasciate dall’uomo nel tempo. Giangrande ha inoltre ampliato il ciclo esistente integrandolo con nuove opere ispirate ai reperti archeologici conservati nelle collezioni del Museo Archeologico dell’Istria.
“Rino Banko parte invece dalla modellazione della materia e della forma. La pietra e la terra rossa diventano portatrici dell’identità locale e il confine tra oggetto d’uso e scultura quasi scompare. Assumendo la pietra come materiale originario, Banko sviluppa simultaneamente un oggetto funzionale e una scultura, instaurando un dialogo tra arti applicate e arti figurative. Nel laboratorio dedicato al tessile e al fashion design, Filippo Laterza e Staša Doblanović Randall esplorano il patrimonio etnografico istriano attraverso due differenti linguaggi autoriali.” “Gli elementi dell’abbigliamento tradizionale, le tecniche tessili e il simbolismo del costume popolare non vengono qui citati come semplici motivi folkloristici, bensì reinterpretati attraverso il linguaggio della moda contemporanea”, ha sottolineato, tra l’altro, Stephanie Peršić, evidenziando inoltre come la performance audiovisiva Ho-Ruk! Hop-Jan! affronti i temi della storia socialista e del mondo del lavoro della seconda metà del XX secolo.
“Suono, testo, materiali d’archivio e ricerca antropologica si intrecciano in una riflessione sul lavoro collettivo quale parte della memoria sociale, ma anche come tema che, osservato dalla prospettiva odierna, assume nuovi significati”, ha affermato.
Sottolineando che i tre laboratori rappresentano tre differenti letture dello stesso territorio, Stephanie Peršić ha concluso: “Ciascuno di essi apre uno specifico livello storico dell’Istria, traducendolo al tempo stesso nel linguaggio dell’arte contemporanea. Il concept curatoriale invita a riflettere su come l’arte possa diventare uno spazio d’incontro tra discipline, culture e identità diverse e su come il patrimonio culturale sia una materia viva, in continua reinterpretazione.”
Gli artisti ospiti e mentori italiani Michele Sambin e Filippo Laterza hanno evidenziato, in occasione dell’inaugurazione, il carattere stimolante e altamente ispiratore della collaborazione con gli artisti croati nei Laboratori SOCRAT svolti in Istria.
“La cultura è universale e non conosce confini. I valori comuni che essa esprime e che ci uniscono, come dimostra anche questa mostra Shared Grounds attraverso significative collaborazioni artistiche, rappresentano il messaggio più bello di questo progetto”, ha dichiarato il presidente della Regione Istriana Boris Miletić inaugurando ufficialmente la mostra. Ricordando che esattamente vent’anni fa a Pola venne fondata l’Euroregione Adriatica, oggi conosciuta come Euroregione Adriatico-Ionica, con l’obiettivo di promuovere la cooperazione e il collegamento tra le due sponde dell’Adriatico, il Presidente Miletić ha espresso la propria soddisfazione per il ruolo attivo della Regione Istriana nei progetti dell’Unione europea, come SOCRAT, che mettono in relazione artisti croati e stranieri, favoriscono la loro collaborazione culturale e contribuiscono a valorizzare ulteriormente la cultura europea.
La mostra Shared Grounds, allestita presso il Museo Archeologico dell’Istria di Pola, sarà visitabile fino al 24 luglio, nei giorni feriali dalle 10.00 alle 14.00.